26/04/2019

Anacronistica e strumentale la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

In merito alla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini reputo che, tale atto, sia decisamente strumentale, in quanto presentata a quasi 1 mese dal voto ed ha, come unico scopo, quello di spostare il dibattito politico e la campagna elettorale ormai nel vivo, su tematiche distanti da quelle che sono le priorità dei sarnesi. Ci vogliono raccontare di essersi accorti dopo 96 anni, e casualmente, a 1 mese dal voto che, Benito Mussolini, fu nominato cittadino onorario di Sarno? Evidentemente, c’era la volontà, premeditata, di utilizzare questa discussione come proiettile da aggiungere, in campagna elettorale, ad una cartucciera ormai vuota. Ha senso rimuovere un’onorificenza post-mortem? Qualcuno, infatti, dovrà anche spiegarci, come farà il messo comunale, a notificare all’interessato la delibera che lo riguarda, essendo Mussolini deceduto nel ’45. Una cittadinanza onoraria ha valore finché non viene tolta al beneficiario mentre questi è ancora in vita. Toglierla ad un morto è semplicemente ridicolo, con tutto il rispetto per i proponenti che, evidentemente, stanno esaurendo il loro ciclo politico vitale e le loro idee.

Guardando attentamente la De Amicis, questa presenza “ingombrante”, non obbliga Sarno a ravvedersi? A incollare una pedante targhetta con le “istruzioni e le avvertenze per l’uso” o, ancor peggio, a “sfregiarlo” per rendere il complesso architettonico “presentabile o decoroso”?

E per le stesse motivazioni sottese alla revoca della cittadinanza a Mussolini, come mai il boia comunista Tito – ma anche i suoi omologhi rumeni, i coniugi Ceausescu – e il satrapo africano Mobutu si sono portati la stessa onorificenza nella tomba?

Questo solo per rifocalizzare l’attenzione sulle priorità. Abbiamo una viabilità urbana imbarazzante che ha trasformato in un incubo le ore di punta, non abbiamo un parco pubblico,
un senso di insicurezza crescente nei cittadini, un sistema di raccolta differenziata che ci costa milioni di euro l’anno ma Sarno è sporca, una situazione del commercio locale mai così depressa, sono più le saracinesche chiuse di quelle aperte (per citarne solo giusto qualcuna).
Questi sono i temi, le sfide che deve affrontare un’amministrazione comunale, i cittadini vogliono risposte su queste tematiche.

La revoca della cittadinanza a Mussolini è l’ennesima arma di distrazione di massa utilizzata per fini puramente elettorali da questa amministrazione, incapaci di dare risposte concrete ai cittadini in merito alle problematiche che riguardano la collettività, nel mero tentativo – per l’ennesima volta  – di spostare il dibattito politico parlando di temi ed accadimenti vecchi di quasi 100 anni. Tutto ciò è anacronistico, utile solo a creare, in vista delle imminenti elezioni amministrative, un clima di tensione dal quale, in tutta sincerità, non intendo prendere parte; sarò felice di entrare nel merito quando si parlerà dei problemi reali di Sarno.